La poetessa delle cravatte e dei papaveri ha lasciato questo mondo.

Addio a Carla Barlese.


 



Saudade

Fin dalle pallide albe di cristallo,

frammenti d’ombra

su clessidre polverose;

sono i ricordi: mute, care presenze,

perle imbrigliate nella rete

e nel respiro leggero del silenzio.

Senza far rumore s’è dipanato il tempo…

A spuma di nuvole le labbra riarse anelano,

l’onda s’infrange sulla sterile battigia

e il nocchiero sotto una fugace luna

non trova più il desiato approdo.

Silenzio d’ali sulle muscose pietre,

pensier brumosi al finir del giorno

e nella musica d’incanto delle stelle,

non arpeggi di brividi maliosi,

svaniti al limitar di un bosco,

ove la dolce stagione, dal piè leggero,

ormai più non sogna.

E in questa terza parte della vita

a inseminar schegge di memoria

nella darsena di un cuore, triste e stanco,

sol sovrana permane la saudade:

la struggente presenza… di un’assenza.




Addio a Carla Barlese, la nota poetessa romana con le sue cravatte e i cappellini che andava a scovare nei negozietti di un tempo e amante dei papaveri ha lasciato questo mondo lo scorso 17 Agosto, a due mesi esatti dal suo genetliaco, amava il mese di giugno così come il suo segno zodiacale: Gemelli con Venere in cancro, perché forse lo sanno in pochi, la amatissima Carla aveva un debole per l’astrologia. 

 Col suo accento romanesco mi salutava, quando ci si incontrava agli eventi: anvedi Theo! 

 Ricordo con affetto i notturni dialoghi, si parlava di tutto, la poesia si creava proprio con i racconti del quotidiano che lei magistralmente sapeva incidere sui suoi fogli. 

 Per lei la vita era un insieme di versi da trascrivere. Ogni tanto si disquisiva della nostra venere in cancro, quando glielo dissi mi rispose: Oddio Theo, anche te venere in cancro, la nostra croce e delizia. 

Una donna avanti di qualche secolo che non scese mai in competizione con nessuno, per lei tutti erano cari amici da rivedere con piacere.

Pluripremiata, ma mai un accenno di protervia, di grande cultura ma modesta, e con lei si poteva parlare di tutto, un lato che amavo molto era il suo amore sconfinato per gli amici a quattro zampe, nessuno di noi, amici della poesia, avrebbe mai pensato che la nostra Carla se ne andasse, dai suoi occhi sgorgava tutto l’amore per questo mondo, donne come lei dovrebbero vivere tre secoli. 

  I suoi abbracci non conoscevano nessuna forma di ipocrisia. Avrei scritto volentieri la prefazione alla sua seconda raccolta, ma mai avrei pensato di scrivere un articolo di commiato. 

L’ Associazione Culturale Mente-Cuore di Baiano, e la presidente Stefania Russo, con la quale Carla, aveva un rapporto particolarmente amichevole, sono uniti al suo amato consorte: il poeta Ivano Baglioni, una coppia ammirata e stimata per la loro simbiosi, eh si un amore di altri tempi. 

L ‘undici ottobre prossimo in occasione del Premio Baiano “Mentre il Treno va” che si terrà a teatro Colosseo di Baiano, la Russo e l’amministrazione comunale dedicheranno una targa in memoria della amica compianta. 

La raccolta di Carla Barlese dal titolo Caleidoscopio, edizione “Cuscino di stelle” si può acquistare anche online. 

Theo Di Giovanni