Riflessione psicologica sul messaggio dell’Entità “Andrea” attraverso Corrado Piancastelli
Di Mena Cirillo
Nel tempo in cui l’amore viene spesso confuso con la passione emotiva, il bisogno, la dipendenza o l’abitudine, le parole attribuite all’entità “Andrea” suonano come un invito a risvegliarsi. Un invito a guardare l’amore con occhi nuovi e, soprattutto, più maturi.
Perché — come ricorda questo messaggio — l’amore vero non è un brivido passeggero: è un progetto di vita condiviso tra due anime che scelgono di crescere insieme.
Il grande equivoco dell’amore romantico
Molti di noi sono stati educati a credere che l’amore sia un fatto irrazionale, qualcosa che “capita”, come un colpo di fulmine capace di travolgere ogni logica. Siamo stati nutriti di fiabe, film e modelli culturali in cui l’amore è poesia, incanto, passione. Ma la passione — per sua natura — è breve, incostante, imprevedibile.
La psicologia conferma che ciò che spesso chiamiamo “amore” nelle prime fasi è infatuazione, una proiezione di desideri, idealizzazioni, bisogni irrisolti.
È un fenomeno emotivo intenso, sì, ma spesso fragile.
Andrea ci invita ad andare oltre:
“La passione è irrazionale… ma la passione dell’anima che vuole conoscere attraverso l’altro resta egualmente un fatto passionale e romantico.”
In altre parole: l’amore vero non elimina la passione, la trasforma.
La rende benzina per un viaggio comune, non fuoco che brucia e finisce.
L’amore come progetto di crescita
La parte più rivoluzionaria del messaggio è questa:
L’amore è condivisione di un progetto di evoluzione interiore.
Non basta volersi bene, non basta l’attrazione, non basta stare insieme “perché si sta bene”.
Amare è scegliere di:
crescere insieme, e non uno contro l’altro
capirsi, ascoltarsi, conoscersi
esplorare il mondo e la vita in due
sostenersi nel cammino dell’esistenza
fare dell’unione una palestra di consapevolezza
Si tratta di ciò che in psicologia viene definito “intimità emotiva e cognitiva”, molto più profonda della sola intimità fisica. Significa condividere non solo il corpo o la quotidianità, ma la mente, l’anima, le paure, i sogni, le radici, il proprio sentire autentico.
Andrea lo esprime con parole illuminanti:
“L’intimità non è quella fisiologica di natura sessuale, l’intimità è scambiarsi il proprio bisogno, il proprio immaginario, le proprie radici, le proprie voglie di sperimentare il mondo.”
Questa è una verità psicologica potente:
le relazioni crollano non per mancanza di amore, ma per mancanza di intimità dell’anima, di comunicazione autentica, di condivisione dei mondi interiori.
Perché tante coppie sono infelici?
Perché, come dice Andrea:
“Voi siete infelici perché non comunicate.”
Molte coppie vivono come estranei con un legame formale. Si condivide una casa, una routine, dei ruoli — ma non più se stessi.
Le due persone restano vicine fisicamente, eppure lontane interiormente.
La psicologia moderna lo chiama isolamento relazionale:
due vite parallele che non si incontrano più.
Il risultato?
ci si sente soli pur stando in due
si confonde l’abitudine con l’affetto
si resta insieme per paura, comodità o dipendenza
si ha timore di mostrarsi per paura di essere giudicati, abbandonati o non compresi
Andrea rompe un tabù:
questo non è amore, è mancanza d’amore.
Quando due anime camminano insieme
L’amore vero si riconosce da un segno preciso:
non ti senti mai solo accanto a chi ami.
Le anime che si amano:
parlano a voce alta senza temere di essere lasciate
si sostengono a vicenda
desiderano conoscersi sempre più profondamente
condividono un cammino, non solo tempo
sono complici, non semplicemente partner
È un amore raro, ma possibile.
Ed è alimentato dall’unico vero nutrimento dell’amore: la comunicazione dell’anima.
Un messaggio che educa all’amore maturo
La maggior parte delle persone — come dice Andrea — non è stata educata ad amare in questo modo.
Ci hanno insegnato ad amare con timore, con pudore, con ruoli, con maschere.
Ci hanno insegnato a fermarci proprio dove dovrebbe cominciare la vera intimità.
Eppure, l’amore vero non fa paura:
libera, espande, nutre, illumina la vita.
Conclusione
Questo messaggio non vuole distruggere l’idea romantica dell’amore, vuole purificarla.
Vuole ricordarci che l’amore vero è un atto sacro, consapevole e coraggioso:
due anime che si scelgono ogni giorno e costruiscono insieme un progetto di crescita.
Se in una relazione c’è:
condivisione di anime
autenticità
comunicazione profonda
evoluzione comune
allora sì, quella è la forma più alta dell’amore.
Il resto — per quanto dolce, passionale o abitudinario — è solo un’ombra dell’amore.
Mena Cirillo
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