(Jennypranz)
Il vicoletto dedicato a Pino Daniele accoglie chi lo percorre con un misto di dolcezza e amarezza. È un piccolo misero contentino, pensi, confrontato con l’immensità del suo talento. A un uomo capace di cantare Napoli come nessun altro, a un poeta che ha trasformato il dolore e la gioia di una città in musica immortale, andrebbe dedicata una strada degna, magari il corso dell’odiato Garibaldi, così centrale e vitale, non un angolo nascosto dove la città sembra dimenticare l’enorme dono ricevuto.
Eppure, anche in questo angolo discreto, l’anima di Pino vibra potente. La targa con la sua chitarra non è solo un segno sulla parete: è un frammento di eternità. La guardi e senti la sua presenza vicina, come se stesse lì accanto a te, pronto a pizzicare le corde e a far esplodere in note tutto ciò che Napoli custodisce: il mare, le luci, gli odori dei vicoli e delle botteghe, le risate e le lacrime dei suoi abitanti.
Il luogo dove una volta c’era il bar che ispirò "'Na tazzulella 'e cafè" è un punto di memoria vibrante. Anche se il bar non c’è più, l’eco della canzone sembra ancora fluttuare tra le pareti e il selciato, mescolandosi al profumo intenso del caffè che Napoli custodisce da sempre. Qui la quotidianità si fa poesia, e ogni gesto semplice, un caffè, uno sguardo, un sorriso, diventa racconto e canzone.
E poi il palazzo dove abitava con le zie, al secondo piano. Salire quelle scale è come attraversare i ricordi di un ragazzo che cresceva con gli occhi pieni di meraviglia e le mani già pronte a trasformare il mondo in melodia. Ogni corridoio, ogni porta, sembra custodire una scintilla della sua creatività, un’eco della sua risata, un frammento dei sogni che lo hanno reso immortale.
Camminare per questi luoghi è un’esperienza sensoriale e profondamente emotiva: senti il sapore del mare nell’aria, l’odore dei caffè, la polvere dei vicoli, e in mezzo a tutto questo, la voce di Pino che ti parla, ti accarezza, ti scuote. Napoli, con i suoi contrasti, la sua bellezza cruda e struggente, ti arriva dentro attraverso lui.
Alla fine, te ne vai con il cuore pieno e un senso di ingiustizia sottile: un piccolo vicoletto non può racchiudere la grandezza di Pino Daniele. Ma mentre cammini, le sue note ti accompagnano e ti ricordano che, in fondo, Napoli lo sente ancora vivo, e la sua musica, più di qualsiasi targa o dedica, continuerà a risuonare per sempre.
